Storia di Maerne

Maerne fu citata per la prima volta in un documento del 1026, in cui sono ricordate alcune donazioni terriere al monastero di Santa Marta di Venezia da parte del doge PietroCentranico. Nel 1177, invece, viene citato tra i notabili che prestarono giuramento al Vescovo di Treviso, tale Jansegaldino da Maerne. Il centro abitato era dotato anche di opere difensive, come testimoniano alcuni documenti del tempo che dichiarano l'esistenza, nei pressi della chiesa, di un luogo detto appunto "Contrà di Torre". La presenza della chiesa è documentata sin dal 1220.

La locale pieve per molti secoli fu soggetta dal punto di vista ecclesiastico a Martellago, la cui chiesa era "matrice" di quella di Maerne, situazione che durò fino al concilio di Trento, cioè fino al XVI secolo. Dal punto di vista politico, Maerne seguì le vicende di Mestre, che dapprima fu soggetta a Treviso e poi, a partire dal XVIsecolo, rientrò sotto il dominio della Repubblica Serenissima, situazione che cambiò solo alla fine del XVIIIsecolo, con l'invasione delle truppe napoleoniche.

Nel 1805 Maerne divenne capoluogo del Comune che comprendeva anche Martellago, il che rinfocolò la storica rivalità tra le due località.

Com'è nata la "Fiera degli uccelli" di Maerne?

È il frutto di una iniziativa spontanea oppure il risultato di un lavoro di gruppo? In mancanza di materiale d'archivio da consultare è difficile trovarne la paternità e, giocoforza, ci si deve affidare ai ricordi, in qualche caso contraddittori, della gente del luogo. Di coloro che affermano di avere vissuto le prime esperienze di quella iniziativa che, giustamente e orgogliosamente oggi si dice, ha portato alla famosa "Fiera degli uccelli" di Maerne. Eppure questa fiera, della quale ricordiamo i trent'anni, ha una sua storia che, rifacendosi ad illustri tradizioni, è legata a quelle tipiche spontanee iniziative particolare caratteristica del mondo contadino. Una tradizione popolare che affonda le sue radici nella genuinità e semplicità della gente veneta. Quella spontaneità che nel lontano 1951 aveva portato alla organizzazione a Maerne di un ''embrione'' di fiera degli uccelli.

Abbiamo detto che non esiste un archivio. Senza lavorare di fantasia, si può tranquillamente affermare che la fiera degli uccelli è il frutto di diverse idee. A questo proposito, in occasione della decima edizione, su "Il Gazzettino", si leggeva: "s'era ai primi vagiti, in quel marzo del 1964, ma faceva ancora freddo e la sera si stava bene al calduccio dell'osteria a fare quattro chiacchere con gli amici, a bere un bicchiere di vino, ma anche di quello buono, a parlare della situazione di Maerne. Di quel poco che offriva il paese, della noia che prendeva quando, specialmente d'estate, non si andava in villeggiatura.

Qualcuno cominciò a buttare sul tavolo della conversazione (ormai troppo piccolo per i molti bicchieri che c'erano) delle idee. Dall'ennesimo concorso canoro, alla gara ciclistica, dalla tombola o pesca di beneficenza, al torneo di bocce o alla gara di "borea". Poi un vecchio cacciatore - non tanto per l'età quanto per l'esperienza e le battute sagaci- disse la sua e trovò pieno consenso". Organizzare una mostra, una specie di fiera degli uccelli, sulla falsariga di quella antichissima di Sacile, o di quella già sperimentata per i canarini a Maerne da Isidoro Turato e Lino Trevisan, con l'aggiunta di altre manifestazioni di contorno. Insomma una fiera che mantenesse vivo l'interesse per tutta una giornata.

La "Fiera degli uccelli" è senza dubbio la manifestazione più interessante su cui ogni anno Maerne si ripresenta alla popolazione dell'hinterland veneziano, ridisegnando nel comprensorio fieristico parte della sua storia fatta di antiche tradizioni paesane di origine remota. Non è improprio, riferendosi alla fiera degli uccelli di Maerne, ed in un'epoca fortemente caratterizzata dalla più sofisticata tecnologia, parlare ancora di usanze contadine, di vita agreste per un paese che ha conosciuto un rilevante sviluppo urbanistico, unitamente ad una forte immigrazione dalla città e dal polo veneziano. Probabilmente è stata proprio questa crescita avvenuta in modo imprevedibile, e perciò con accentuati risvolti disordinati, che assimilando parte delle tradizioni locali, ha inserito nel contesto della sua gente, con graduale trasformazione, alcune consuetudini ed il linguaggio della vita del paese.

Aree naturali

A metà tra gli abitati di Martellago e Maerne si trova il Parco dei Laghetti, grande area verde di 54 ettari gestita dal Comune e dal WWF del miranese. Il parco fu creato a partire dagli anni novanta su un'area un tempo adibita a cave di argilla. Oltre ad ampie aree adibite a bosco, si possono trovare anche quattro laghetti, un ampio prato con giochi per bambini, un centro ristoro, e un centro didattico ambientale.
Schermata 2014-07-09 alle 13.54.13.png
Schermata 2014-07-09 alle 13.55.07.png
Schermata 2014-07-09 alle 13.52.43.png